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Narciso Blu

giovedì 19 maggio 2011

Labirinti azzurro cielo

Un'altra primavera, un altro maggio. Un recupero dal passato. Riaffiorato così.



Voglia di ribaltare la vita, di nuovo. Dopo averla presa, rivoluzionata, respirata e disegnata a nuove tinte, ancora quel senso di insoddisfazione. Forse sono ancora io quella che non va. Forse quei temporali di giugno avevano portato nuova vita, spazzata via da un uragano d’agosto, ma… forse troppo presto? È in serate come queste che mi chiedo se avrò fatto la scelta giusta oppure no… quante cose sono cambiate… cosa darei per tornare a quelle calde sere di luglio… un alito di vento dalla finestra, luci soffuse e calore… calore umano, calore dell’animo… eppure anche lì mi sentivo fuori posto… e anche ora… la domanda è una sola: perché??? Perché questo senso di impotenza, questa voglia di scappare… ma dove?? Cosa fare della mia vita ora?? L’unico punto fermo che avevo non c’è più: l’ho cancellato io stessa senza troppo riguardo… ora mi sento come quelle foglie che cercano con vigore di mantenersi ancorate al proprio ramo durante un acquazzone… ma non so quanta forza avrò ancora, quali stimoli… c’è voglia di novità in quest’aria ferma e rarefatta, c’è voglia di vita, c’è voglia di luci, sapori, colori… c’è voglia di sentimenti, di sentire il cuore battere all’impazzata, di sentire il sangue scorrere caldo nelle vene… voglia di baci sotto la pioggia, di carezze, corpi che imparano a sfiorarsi a luci spente… c’è la voglia di tornare a guardare al nuovo giorno con gioia e disincanto, senza più lacrime, senza più tristezza… vorrei tornare a quelle fresche sere d’agosto, a quel sabato pomeriggio in riva al mare, sentirmi sopraffatta dagli eventi, sconvolta fino alle viscere, e allo stesso tempo padrona di me stessa e della mia esistenza. Vorrei ritrovare quella ragazza dagli occhi cerulei segnati dalle occhiaie di troppa vita. Vorrei ridere fino alle lacrime, annusare l’erba in riva al lago, alzare appena gli occhi e incontrare ancora i tuoi, sorridenti come allora. Troppe lacrime sono state versate, troppe ferite sulla pelle. E poi tu, così diverso… e poi tu così duro, distante… cosa ci è successo? Dove sono finiti quei piccoli gesti, quei litigi sciocchi da innamorati? Dove sono finite quelle farfalle? E quelle sere accoccolate fatte di chiacchiere e confidenze? Dov’è l’uomo che mi consolava quando tutto sembrava senz’uscita? Dove sei finito tu, che con un sorriso illuminavi tutt’attorno?
Non trovo più me stessa. E non trovo più te. In questo labirinto, in questo gomitolo inestricabile d’esistenza… dove siamo finiti noi? 
Pubblicato da NarcisoBlu alle 20:54:00
Etichette: Diario, Impressioni, Ricordi, Vita

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Dovremmo staccarci dal passato, semplicemente prenderne gli insegnamenti e i momenti migliori per costruire una vita nuova, non per forza diversa, ma lontana dal passato, da quel serial killer spudorato. E' sempre dura voltare pagina, ma non ci stanchiamo mai di desiderarlo. Quindi, avanti, lo scopo è trovare quella dannatissima forza che sembra scomparire nei momenti meno opportuni e far sì che il nostro cuore collabori. E' difficile, nessuno ha mai detto che è facile...ma quando mai la vita è stata facile?

15 giugno 2012 alle ore 19:42
NarcisoBlu ha detto...

Questo tuo commento, in questa notte un po' tormentata da un groviglio di pensieri, mi scalda il cuore. Forse devo davvero cercare quella maledettissima "forza", che sembra essersi nascosta chissà dove... Grazie.

13 luglio 2012 alle ore 02:19

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Mi chiamo S., ho ventisei anni e una laurea inutilizzata. Sono disoccupata e vivo facendo la pendolare tra la casa dei miei genitori e quella di L., il mio ragazzo. Ho un fratello, G., l'uomo migliore del mondo, e due gatti stravaganti come me. Il resto... scopritelo seguendomi passo passo... ;) ANZI, AGGIORNIAMOCI: mi chiamo S., ho ventisette anni e forse con la mia laurea qualche cosa ci farò. Insegno a singhiozzo, ma aspiro a farlo con continuità. Il resto, fortunatamente, è sempre lì. ^^
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